Accusato di aver torturato e ucciso un gattino, il Tribunale lo scagiona

2' di lettura 19/10/2013 - Dipinto come persona senza anima, violento e cruento nei confronti degli animali. Insomma un mostro. Sbattuto in prima pagina per le accuse mossegli dal figlio, con forti disturbi psichici, di aver prima seviziato e poi ucciso un gattino di pochi giorni dopo averlo schiacciato e preso a bastonate.

Una storia davvero triste e raccapricciante scaturita dalla fantasia di una mente problematica, con scarso equilibrio e con distorta rappresentazione della realtà.

Tant’è che nel settembre del 2011, precisamente il giorno 9, I.D.B., pensionato di 81 anni, giuliese con una vita lavorativa di sacrifici da emigrante in Germania, fu accusato anche sui media di aver tolto la vita con crudeltà anche ad altri felini. E il tutto, a suo tempo, sarebbe avvenuto alla presenza di non meglio precisati testimoni.

Esattamente dopo due anni, a conclusione di un processo penale a carico dell’ultraottantenne, assistito dagli avvocati Francesco e Pier Francesco Manisco di Giulianova, è stato assolto dal Giudice Penale del Tribunale di Teramo Belinda Pignotti perché “il fatto non sussiste”.

La tesi dell'accusa, che aveva chiesto per I.D.B. una condanna a sei mesi di reclusione, non è stata provata nel corso dell'istruttoria dibattimentale. In quella sede sono emersi dettagli che non potevano che condurre alla totale estraneità del povero anziano rispetto ai fatti attribuitigli.

In particolare l'arma del delitto non è stata mai rinvenuta e l'esame autoptico non ha avvalorato le modalità del fatto di cui al capo d'imputazione lasciando margini per una ricostruzione diversa sulle cause della morte dell'animale che, in effetti, aveva solo una piccola ma profonda ferita alla base del cranio.

Dall’esame autoptico, eseguito dai medici Antonini e Podaviri-Vulpiani, è emerso che il gattino presentava un edema sottocutaneo esteso alla base del cranio e relativa frattura delle ossa con fuoriuscita di materia cerebrale.

Secondo la ricostruzione, il gattino era sicuramente morto a casua di un veneto traumatico, ma entrambi gli esperti hanno escluso che potesse essere stato calpestato. Non è stato esclusa la caduta accidentale dall’alto dell’animale che avrebbe potuto produrre il trauma.

Per I.D.B. un’odissea durata due anni che lo ha provato non poco sotto il profilo psicologico e fisico.

Ha dovuto subire interrogatori e le varie fasi del processo per vedere poi prevalere ciò che lui stesso ha sempre ripetuto con forza: “Sono innocente”.






Questo è un articolo pubblicato il 19-10-2013 alle 11:41 sul giornale del 21 ottobre 2013 - 1646 letture

In questo articolo si parla di cronaca, animali, gatto, Alfonso Aloisi

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