Presepe Vivente, XVIII Edizione: 'Dalla Terra al Cielo'

13' di lettura 25/12/2013 - Dalle 18:00 alle 22:00 ingresso libero da Piazza Buozzi (centro storico). In caso di maltempo si replica domenica 29 dicembre 2013 con le stesse modalità- Scelti i quattro bambini che impersoneranno il Gesù bambino. Annullato il casting per la scelta di Maria e Giuseppe.

Il tema scelto quest’anno dal Regista Domenico Canazza sarà il “lavoro”. Aperto un canale Youtube con il video di presentazione.

QUATTRO GESU' BAMBINO - Riccardo Polidoro (figlio di Luigi e Francesca Guerrucci), Marchetti Nicolò (figlio di Italo e Valentina Abbondanza), Mattia Parmigiani (figlio di Francesco e Daniela Di Gianvittorio) e Riccardo Franchi (figlio di Lucas e Barbara Romani), saranno i quattro Gesù bambino della 18° edizione del Presepe Vivente di Giulianova.

I bambini, tutti e quattro giuliesi, si alterneranno nella culla per via del freddo dalle 18,00 alle 22,00 durante lo svolgimento della rappresentazione. Come tradizione, i bambini sono tutti di famiglie giuliesi e per la quinta volta consecutiva nati fuori dal Comune di residenza, dopo la chiusura del punto nascita dell’Ospedale Civile di Giulianova nel giugno del 2008.

Per la Sacra Famiglia. Maria sarà impersonata da Valentina Giuliante, nata il 29 marzo 1995 a Giulianova, residente a Giulianova lido, studentessa del Liceo Scientifico di Giulianova, con la passione per il disegno. Giuseppe sarà Sergio Falà, nato a Giulianova il 15 aprile 1988, residente a Case di Trento di Giulianova, professione tecnico con la passione per il podismo.

Quest’anno il numero delle scene sono 14, con ingresso da Piazza Buozzi-scalinata del Duomo di San Flaviano e per i residenti muniti di pass in Via San Francesco-angolo Via Diaz.

Le scene sono così disposte: i contadini e i pastori in C.so Garibaldi, i pescatori in via Braga, tessitrici e lavandaie in Via San Pietro, i mercanti in P.za Dante, i panettieri e i falegnami in Via della Rocca, i vasai in Via Cadorna, i pubblicani in Vicolo del Gallo, i soldati, i sommi sacerdoti e sadducei in Via Toti, Scribi, farisei, la stella cometa e la Natività in Via della Rocca e uscita in Via del Popolo.

Anche quest’anno si raggiungerà il numero di circa 200 figuranti compresi degli attori che narreranno le scene, supportati dagli uomini del servizio d'ordine, del gruppo della manutenzione, degli uomini della Giulianova Patrimonio, dei genitori dei piccoli bambini, degli abitanti del centro storico, della Croce Rossa di Giulianova, dell'Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Giulianova, la Sezione Polizia Penitenziaria di Giulianova, la Polizia municipale di Giulianova, il Comune di Giulianova e i collaboratori esterni: Antonello Ciabattoni, Sandro Funaro, Carlo Pandoli, Vladimiro Di Stefano, fotografo e l'addetto stampa, Walter De Berardinis.

Il successo della manifestazione è racchiusa nelle idee del suo regista, il giuliese Domenico Canazza, che ogni anno prende spunto dalla vita odierna e dai fatti che accadono nel mondo. Fondamentale il supporto tecnico dei responsabili di scena: Attilio Aulozzi, Pino Cauti, Rita Chiappini, Alfonso Ciccolone, Loriana Cicioni, Rosanna De Matteis, Antony Di Giovannantonio, Fausto Di Giovannantonio, Vittorio Fioretti, Danilo Lamolinara, Giuliano Luciani, Bruno Marrancone, Giuseppe Medori, Cristian Pelusi, Giovanni Romani, Mauro Simionato, Paola Sorgi, Cinzia Taddei e Giuliano Valle.

Grande lo sforzo economico e di tempo impiegato anche per questa edizione dai soci dell’Associazione Unica Stella e Parrocchia di San Flaviano: Don Domenico Panetta, Nicoletta Braca, Domenico Canazza, Rita Chiappini, Laura Daniele, Rosanna De Matteis, Alfonso Di Felice, Pasquale Di Giampietro, Fausto Di Giovannantonio, Marco Di Remigio, Claudio Di Silvestro, Angela Di Stefano, Giuseppe Medori, Giuliano Luciani, Gianni Rosa, Giovanni Romani, Mauro Simionato e Cinzia Taddei.

“Quando il Verbo di Dio si è fatto uomo, si è adattato al modo di vivere del mondo e fu bambino, figlio esemplare, uomo e lavoratore, ma vi ha portato il modo di vivere della sua patria divina; e ha voluto che gli uomini e le cose si ricomponessero in un ordine nuovo secondo la legge del Cielo: l’amore reciproco come si vive nella Santissima Trinità”. ( Chiara Lubich)

La Palestina. La gente che viveva e lavorava in Palestina. Questo è ciò che desideriamo farvi conoscere con il Presepe di questa XVIII edizione intitolato ”Dalla terra al Cielo”, attraverso lo sviluppo di 14 scene. Abbiamo pensato in questo anno di crisi per il mondo del lavoro, di focalizzare la nostra attenzione sui lavoratori dell’anno “zero”, in un percorso che va dalla terra al Cielo: dalla vita della gente di Palestina di 2000 anni fa a Gesù, Figlio di Dio che nasce a Natale proprio in questa terra.

La terra di Palestina è descritta nella Bibbia come il luogo dove scorre latte e miele, è la nazione donata da Dio al suo popolo. Gesù vivrà in questa terra e vi farà, dapprima, il lavoro di falegname, lavoro, che come dice Papa Francesco è l’elemento fondamentale per la dignità della persona.

Nel percorso del Presepe troverete varie figure di lavoratori; contadini, pastori, pescatori, tessitrici, lavandaie, mercanti, artigiani, esattori delle tasse, soldati, religiosi, scribi e farisei. Gesù incontrerà questa gente, guarderà i loro occhi, ascolterà il loro grido d’aiuto, parlerà al loro cuore, in un dialogo d’amore che arriverà fino a noi, all’umanità di ogni tempo, luogo e condizione! Aspettiamo tutti coloro che vorranno fare questo viaggio lungo le vie del centro storico, giovedì 26 dicembre 2013, dalle 18.00 alle 22.00 a Giulianova alta, con ingresso gratuito su Piazza Buozzi.

I CONTADINI: Nella terra di Palestina l'agricoltura era l'attività economica principale. Essa segnava il calendario e la vita religiosa: mese delle spighe, della vendemmia, dell’aratura, della semina.

Il lavoro era duro … a fronte di guadagni molto modesti. I tributi da pagare erano sempre in aumento e questo contribuì all'impoverimento degli agricoltori. Con l’avvento dei romani i braccianti erano costretti a lavorare per mezzo denaro al giorno, somma appena sufficiente a coprire le necessità di una piccola famiglia.

L'agricoltura era sviluppata soprattutto nella Galilea, terra fertile, lungo la valle del Giordano e attorno a Gerusalemme. I prodotti principali erano: grano, olio, frutta, ortaggi, frumento ed orzo.

La semina, il raccolto e l’attività agricola, sono spesso prese ad esempio nella cultura biblica; anche Gesù lo farà in alcune parabole, per spiegare il messaggio d’amore di Dio per gli uomini.

I PASTORI: Nella Giudea, dove le terre sono meno fertili, era maggiormente sviluppato l'allevamento di bestiame: pecore, capre, vitelli e cammelli. Quella dei pastori si trattava della seconda attività lavorativa più diffusa all’epoca del Nuovo Testamento.

Di notte le greggi dopo essere state scrupolosamente contate, venivano ricoverate in ovili comuni e guardati da custodi, mentre i pastori riposavano. Essi dovevano difendere il gregge da ogni forma d’assalto.

.I pastori erano considerati gli ultimi nella scala sociale, proprio per questo, Gesù, volle nascere in mezzo a loro. I pastori furono i primi testimoni del Messia.

Quella del Buon Pastore è una delle immagini più efficaci della missione di Gesù.

I PESCATORI: Sulle rive del lago di Tiberiade e sulla costa mediterranea, prosperava l'attività della pesca. La pesca era la massima ricchezza della Galilea, era fonte di lavoro anche per coloro che costruivano e riparavano barche, per chi salava ed essiccava il pesce o per chi ne curava il trasporto. Il pesce veniva venduto fresco o essiccato ed era l’alimentazione principale della popolazione più povera. I pescatori avevano una buona posizione sociale e possedevano piccoli negozi per la vendita. Le barche erano snelle e molto agili. Si utilizzavano reti a strascico ma si pescava anche con l’amo.

Il lavoro dei pescatori era molto faticoso e pericoloso, Gesù sceglierà proprio tra di essi i suoi primi Apostoli e dirà loro: “Vi farò pescatori di uomini”.

TESSITRICI E LAVANDAIE: In Palestina al tempo di Gesù, le donne si sposavano molto presto, fra i dodici e i quattordici anni. Più figli maschi mettevano al mondo e più erano degne di considerazione in casa. Ogni giorno si recavano al pozzo a riempire la brocca d’acqua , filavano, tessevano , rammendavano , lavavano, preparavano i pasti e naturalmente si prendevano cura dei figli. Non potevano però partecipare alla vita pubblica ne potevano avere parte attiva al culto. Gesù con i suoi gesti opera una rivoluzione nel modo di considerare le donne : spiegò loro le scritture , le difese in pubblico, a loro si rivelò il giorno della resurrezione e per loro intercessione compì numerosi miracoli.

I COMMERCIANTI: Il commercio in questa terra si sviluppava soprattutto nelle grandi città e permetteva la circolazione di tutta la merce prodotta sia nell’agricoltura che nell'artigianato.

Nei piccoli villaggi invece il commercio era molto ridotto, dato che lì vigeva il sistema del baratto. I due maggiori centri commerciali erano: Tiberiade nella Galilea, e Gerusalemme, nella Giudea. I mercanti all’epoca di Gesù avevano grandi vantaggi perché l’Impero Romano facilitava gli spostamenti e gli scambi, soprattutto di merci pregiate come stoffe, pietre preziose, metalli, spezie, oli ed essenze.

Di grande importanza era il commercio su Gerusalemme perché legato ai pellegrinaggi e al culto presso il tempio ma Gesù scaccerà i mercanti dal Tempio per rispetto del luogo sacro.

GLI ARTIGIANI: L'artigianato era particolarmente fiorente nelle piccole così come nelle grandi città. Molti lavoratori artigiani, erano concentrati a Gerusalemme, al servizio della vita religiosa e delle opere di ristrutturazione del tempio. Vi si trovavano panettieri, falegnami, ceramisti, fabbri, tessitori, tintori, che producevano pane, anfore, olio, stoffe, profumi e beni di lusso. Questi lavori in genere erano a conduzione familiare e rappresentavano il vero motore dell’economia insieme a quello dei mercanti.

Gli artigiani erano spesso ex schiavi e sempre persone abituate a un lavoro duro per cui erano considerati con un certo disprezzo dalle classi benestanti.

Gesù avrà osservato tantissime volte questi lavoratori ed essendo lui figlio di un artigiano conosceva il valore e la fatica del lavoro e lo prenderà a modello per le sue parabole finalizzate ad un insegnamento di vita secondo la Volontà di Dio.

GLI ESATTORI DELLE TASSE (PUBBLICANI): Tutta l'attività commerciale era soggetta ad un sistema di imposte fiscali, che procurava a Roma grandissimi guadagni.

In Palestina, come nelle altre province romane, le principali tasse pagate erano: il tributo, l'annona e il pedaggio. A svolgere questo servizio erano I pubblicani, esattori delle tasse che cercavano di trarre il maggiore profitto dalla loro posizione e per questo erano odiati dal popolo.

Le tasse pagate servivano a mantenere la vita dissoluta dell'aristocrazia romana, i suoi funzionari e le spese dell'esercito di occupazione. Il popolo aveva appena il necessario per sopravvivere e la miseria aumentava sempre più. Gesù incontrerà spesso i pubblicani, Matteo, un esattore delle tasse lo chiamò come apostolo, Zaccheo divenne un suo seguace.

I SOLDATI: La Siria era una provincia imperiale posta sotto il dominio romano ed era presidiata da forze militari locali ausiliarie . Le truppe a disposizione del prefetto consistevano in circa 3.OOO soldati, suddivisi in cinque coorti e un’ala di cavalleria.

I soldati romani svolgevano varie mansioni oltre al servizio specificatamente militare. Pattugliavano le strade quando c’era pericolo di disordini ; per questo un loro reparto sostava sempre a Gerusalemme ed era rinforzato notevolmente durante le festività ebraiche , allorché grandi masse di gente riempivano la città. Montavano la guardia ai prigionieri e li scortavano quando erano trasferiti.

Erano sempre presenti alle esecuzioni di criminali per prevenire eventuali tentativi di liberazione e per eseguire la sentenza. Anche Gesù sarà vittima nella sua ultima notte di Gerusalemme del lavoro dei soldati romani e li guarderà negli occhi fino all'ultimo respiro. Sotto la croce sarà proprio un centurione romano a riconoscere la natura divina di Gesù: ”Costui era veramente il figlio di Dio”.

SOMMI SACERDOTI E SADDUCEI: Il tempio era il centro di Israele. Era nel tempio che tutti i giudei dovevano riunirsi per prestar culto a Dio. Nel tempio abitava il Dio unico, santo, separato dall'umanità, perfetto.

Per loro natura gli esseri umani e le cose erano impure, profane, imperfette. L'unica maniera per purificarsi era avvicinarsi a Dio. I sacerdoti nella società giudaica erano i più vicini a Dio e perciò spettava a loro decidere su ciò che era puro o impuro ed anche stabilire ciò che si doveva fare per purificarsi. Questa autorità dei sacerdoti sul popolo legittimava e rafforzava il ruolo centralizzatore del tempio.

Per questo all'epoca di Gesù il tempio possedeva immense ricchezze, il cosiddetto tesoro. nel Tempio si trovavano diverse figure:

Il sinedrio un gran consiglio composto da settanta membri, il Sommo sacerdote figura sacra, capo politico, oltre che religioso, della nazione e i Sadducei che erano membri dell'aristocrazia sacerdotale e laica. Gesù frequenterà spesso il tempio e ne preannuncerà la distruzione.

SCRIBI E FARISEI: Ed ecco la Sinagoga, luogo in cui gli Scribi si dedicavano all'insegnamento della Bibbia. Esperti in teologia e diritto costituivano gli intellettuali del tempo. Appartenevano per lo più alla fazione dei farisei, esercitando una forte influenza spirituale sul popolo.

I farisei rappresentavano la maggioranza dei devoti della legge che, sotto la direzione degli scribi, si proponevano di applicare le pratiche religiose fin nei minimi particolari della vita. Essi aspettavano un messia politico spirituale per conquistare la libertà di Israele.

Erano molto apprezzati e rispettati dal popolo, che li ascoltava e li seguiva con ammirazione. Gesù dialogherà spesso con scribi e farisei e spesso li richiamerà perché vivevano senza amore la Legge di Dio.

SOTTO LA STELLA: Il vostro viaggio in Palestina è giunto qui sotto una stella.

Avete incontrato la gente che viveva e lavorava in questa terra: contadini, pastori, pescatori, artigiani, tessitrici, lavandaie, mercanti, esattori delle tasse, soldati, religiosi, scribi e farisei. Percorso che si è snodato dalla terra al Cielo: dalla vita della gente di Palestina di 2000 anni fa a Gesù, Figlio di Dio che nasce in questa notte tra la paglia e il fieno. Gesù vivrà in questa terra e vi farà, dapprima, il lavoro di falegname, lavoro, che è l’elemento fondamentale per la dignità della persona.

Gesù incontrerà questa stessa gente, guarderà i loro occhi, ascolterà il loro grido d’aiuto, parlerà al loro cuore, in un dialogo d’amore che arriverà fino a noi, all’umanità di ogni tempo, luogo e condizione!

“Quando il Verbo di Dio si è fatto uomo,si è adattato al modo di vivere del mondo e fu bambino, figlio esemplare, uomo e lavoratore, ma vi ha portato il modo di vivere della sua patria divina;e ha voluto che gli uomini e le cose si ricomponessero in un ordine nuovo secondo la legge del Cielo: l’amore reciproco come si vive nella Santissima Trinità”.


Nella foto: i due prescelti per le figure di Giuseppe e Maria


da Associazione Unica Stella
Parrocchia di San Flaviano Giulianova







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-12-2013 alle 20:06 sul giornale del 24 dicembre 2013 - 738 letture

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