Come scegliere il miglior prestito

27/06/2016 - Navigare tra l’ampia offerta di prestiti bancari e finanziari può non essere impresa semplice. Per scegliere il prestito personale perfetto, quindi, bisogna seguire determinate linee guida essenziali per valutare al meglio l’offerta migliore. Anzitutto, è bene sapere in che cosa consiste un ‘prestito personale’: è una forma di finanziamento privata erogata da banche o istituti finanziari specializzati.

Il cliente che richiede il prestito, una volta ottenuto, riceverà una determinata somma di denaro impegnandosi a restituirla tramite rate entro un periodo temporale predeterminato. Ma non finisce qui: alle rate sono infatti applicati dei tassi d’interesse fissi o variabili, specificati da ogni banca o istituto finanziario alla voce del TAEG, che il cliente si impegna a pagare. Ricevere un prestito da un istituto bancario e/o finanziario, tuttavia, non è cosa scontata: ci sono infatti dei criteri specifici che questi ultimi adottano nella valutazione della richiesta del prestito personale che segue direttive direttamente dalla Banca d’Italia.

Il prestito è, infatti. concesso a clienti d’età compresa tra i 18 e i 70 (sebbene ci siano deroghe ed eccezioni valutabili sul limite massimo) che posseggano una conforme “capacità di rimborso”, la quale deve tener conto di tutti gli impegni di pagamento del cliente rapportati al suo reddito, oltre ad essere, naturalmente, dimostrabile tramite busta paga per i lavoratori dipendenti, la dichiarazione dei redditi per gli autonomi o il cedolino della pensione per i pensionati. Per scegliere il miglior presto, dunque, bisogna anzitutto controllare il TAN, ossia il ‘Tasso Annuo Nominale’, tradotto il tasso di interesse delle banche per le rate sostenute mensilmente dal cliente al fine di ripagare il prestito. Più il TAN è basso, più conveniente sarà la rata del prestito, più il costo del finanziamento è ridotto al minimo. Ma il TAN, di per sé, non basta: i finanziamenti, spesso e volentieri, comportano infatti anche delle spese accessorie, non strettamente legate al rimborso del prestito in sé o al pagamento degli interessi ma semplicemente ai servizi necessari per l’erogazione e la gestione del finanziamento. Tali spese, insieme al tasso d’interesse, sono racchiuse nella voce del TAEG, ossia il ‘Tasso Annuo Effettivo Globale’: possono comprendere le spese di istruttoria, le spese di chiusura della pratica, l’imposta di bollo sul contratto, il costo per le varie comunicazioni periodiche e, in alcuni casi, anche il costo di un’assicurazione, la cui sottoscrizione è obbligatoria o facoltativa a seconda del tipo di prestito ed è un costo che va ad incidere in maniera influente sulla rata da pagare. Facendo attenzione al TAEG, dunque, si prende in considerazione il valore percentuale del costo reale del prestito. Un fattore che può aumentare la possibilità di vedere accettata da una banca la richiesta di un prestito è la presenza di un garante, che tramite una firma sul contratto garantisce il regolare pagamento delle rate in caso di impossibilità di tener fronte all’impegno economico. Infine, un altro fattore che può incidere positivamente è la distribuzione su più anni del peso delle rate, che permette di ottenere un valore della rata più conveniente.

Su internet qualche informazione utile in tal senso si riesce sempre a rimediare scandagliando un po’ sui siti specializzati. Tra le offerte più interessanti vi segnaliamo i nuovi prestiti di Findomestic, in assoluto tra le società leader del settore in Italia.





Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2016 alle 21:26 sul giornale del 28 giugno 2016 - 837 letture

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