7' appuntamento con 'Otto consigli per un buon progetto europeo' su come costruire un buon partenariato

19/01/2017 - Innanzitutto occorre definire cos’è un partenariato. I programmi gestititi dalla Commissione europea (programmi tematici o fondi a gestione diretta), come ad esempio Horizon 2020, Erasmus+, Europa Creativa, Life, ecc. prevedono, nella maggior parte dei casi, che il progetto venga presentato da un gruppo di soggetti (imprese, enti pubblici, università, enti non profit, ecc.) provenienti da paesi diversi. L’insieme di queste organizzazioni prende il nome di partenariato o in inglese partnership o consortium.

In realtà anche nel caso di progetti finanziati con fondi regionali o a gestione indiretta, sempre più spesso, il bando può richiedere la presentazione del progetto in partenariato. Nel caso il partenariato sia composto da imprese, il bando può prevedere che queste si costituiscano in reti d’impresa o in ATI (Associazione Temporanea d’Impresa). È ovvio che nel caso di bandi regionali le organizzazioni non devono appartenere a paesi diversi, ma devono avere sede nella stessa regione che ha emanato il bando.

Appare chiaro come in entrambi i casi sia fondamentale scegliere con i giusti criteri i soggetti che faranno parte del partenariato.

Soprattutto quando ci si relaziona con partner stranieri (programmi tematici) occorre richiedere all’organizzazione che vogliamo includere nel partenariato, una serie di informazioni minime, ossia: la descrizione dell’organizzazione stessa, le aree di competenza specifica in relazione al progetto, il CV/descrizione (competenze ed esperienze) delle risorse chiave impegnate nel progetto, le esperienze progettuali pregresse in tematiche attinenti al progetto, l’elenco dei progetti ai quali l’organizzazione ha partecipato.

Nello scegliere i partner del progetto è essenziale fare attenzione, quindi, che essi: abbiano le competenze e l’esperienza necessaria per realizzare le attività previste dal progetto; i ruoli fra i partner siano complementari per la realizzazione delle attività progettuali (ossia non ci sia sovrapposizioni di competenze, tranne che esse siano adeguatamente giustificate); il partenariato sia bilanciato geograficamente (non includere solo organizzazioni che hanno sede in paesi di un’area delimitata dell’Unione europea, tranne che se richiesto dal bando) ed economicamente (la distribuzione delle attività e quindi del budget deve essere equa tra tutti i partner).

I partenariati prevedono un coordinatore o lead partner? E quale ruolo e responsabilità ha nei confronti dei partner? Come viene regolato nei progetti diretti il rapporto con la Commissione europea? Dove è possibile cercare i partner per il nostro progetto? Esistono delle piattaforme dedicate?

Le risposte a queste domande saranno approfondite, con esempi pratici, fondi di informazione e sitografie, nel Mini Master Europrogettazione che SMARTEAM ha organizzato in collaborazione con FIDEAS, dal 24 al 27 gennaio 2017, nella propria sede di San Benedetto del Tronto, Via Pasubio, 77.

Per informazioni sul Mini Master Europrogettazione ed iscrizioni:

http://www.smarteam.net/mini-master-europrogettazione/

 


da Fideas Srl e Smarteam - startup innovativa




Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 19-01-2017 alle 19:16 sul giornale del 20 gennaio 2017 - 449 letture

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